La Città del Secondo Rinascimento

Numero 33 - La crisi e la riuscita

Marco Marescotti
responsabile tecnico-commerciale di Luppi Serramenti

PROGETTO ATLANTE: SERRAMENTI A ALTE PRESTAZIONI

Il vostro stand alla Fiera Ecocasa di Reggio Emilia (dal 26 febbraio al 1° marzo 2009) rispecchia perfettamente i temi principali della manifestazione – architettura sostenibile, qualità abitativa, risparmio energetico –, attraverso un prodotto come l’infisso, che è una parte importantissima della casa, poiché costituisce la via di comunicazione fra l’interno e l’esterno. In che modo oggi il settore edile può avvalersi dell’attenzione alla salute e all’ambiente per il suo rilancio?

Il settore edile non sta attraversando un buon periodo, anzi, è uno di quelli che ha maggiormente accusato la crisi. Dopo il crollo delle borse conseguente all’11 settembre, una serie d’investitori si è rivolta all’edilizia, attratta da una domanda in crescita. Per diversi anni, l’investimento immobiliare ha procurato un alto rendimento, tanto che oggi sul mercato c’è una sovrapproduzione e, a partire dall’estate dello scorso anno, si è verificato un crollo verticale della domanda che nessuno si aspettava. Per far fronte a questa situazione, alcune aziende come la nostra stanno cercando altre strade come, per esempio, quella dell’edilizia che punta al risparmio energetico, che meno ha subito la crisi e offre la possibilità di costruire la casa in classe A o B, come avviene già in altri paesi europei.

Allora, quali sono le novità che la Luppi ha portato all’attenzione di architetti e costruttori, in questa fiera?

La Luppi sta articolando una serie di protocolli all’interno di un progetto definito “Atlante” che ruota intorno ad un serramento studiato proprio per ottenere il massimo risparmio energetico, e mira a integrare l’installazione del serramento con tecnologie che consentono di ottenere una prestazione globale della casa. Stiamo lavorando affinché le aziende, chiamate in causa nella realizzazione di un edificio, si rendano complementari fra loro e creino un protocollo comune di alta prestazione dell’involucro edilizio. Ci rapportiamo a esperienze di altri segmenti del settore edilizio per creare un nodo tra serramento, falso telaio, muratura, intonaco, cappotto e soglia bancale che sia veramente professionale. Questo consente un montaggio e un rendimento efficaci del serramento. Non è una rivoluzione epocale, si tratta semplicemente di lavorare con maggiore razionalità e attenzione al dettaglio. I costi sono solo leggermente superiori. La nostra sfida è quella di accrescere cultura nell’ambiente edile.

Il progetto Atlante è molto ambizioso, nasce come scambio di opportunità e di opinioni che determinano una resa globale dell’involucro edilizio. Non appartiene solo alla Luppi, ma anche ai partner Maico, che produce ferramenta per serramenti, e Röfix, che produce cappotti. Queste due aziende ci hanno aiutato con le loro esperienze a creare un nuovo modo di fare edilizia. Inoltre, il progetto Atlante consente di scambiare informazioni con professionisti documentati che frequentano i corsi CasaClima e Ecoabita. L’obiettivo comune è quello di migliorare l’involucro.

Quindi il prodotto è frutto dell’integrazione di varie esperienze…

Il prodotto del progetto Atlante è il risparmio energetico nell’involucro edilizio.

Ma che cos’è il progetto Atlante?

Il progetto Atlante stabilisce i criteri di costruzione di un nodo serramento/muratura efficiente dal punto di vista termoacustico, partendo da un serramento ad alta efficienza, realizzato secondo i migliori protocolli esistenti, e con l’utilizzo di un legno di conifera – noi utilizziamo solo pino lamellare ISO 14000, di cui il fornitore certifica la riforestazione garantita –, legno a bassa densità e alta prestazione termica, quindi il pino o l’abete, ma non legni nobili come il rovere, l’iroko, il mogano o altre essenze molto compatte, perché, sebbene abbiano una grande capacità meccanica e di durata nel tempo, hanno una resa termica inferiore. Un’altra caratteristica importante è l’utilizzo di vetri a bassa emissività con doppia camera. Circa vent’anni fa, c’è stato il grande salto epocale dal vetro singolo al vetro camera. Ora, la nuova sfida propone due camere, ovvero, tre lastre di vetro e due intercapedini d’aria. Questo è possibile solo se il telaio ha una dimensione significativa. In ogni caso, non bisogna eccedere, perché incrementando troppo le camere si ottiene l’effetto contrario: si creano moti convettivi all’interno della camera che vanificano la prestazione.

Per il serramento Atlante di recente sono stati concepiti nuovi sistemi di fissaggio molto più stabili, per ridurre al minimo le deformazioni che possono far aumentare gli spifferi o i rumori provenienti dalle fessure. C’è stato, inoltre, un grande lavoro di progettazione sul falso telaio, introducendo tagli termici predisposti e aggiungendo due guarnizioni adesive di battuta tra telaio infisso e falso telaio, una termica e una acustica. Nessuno si era mai posto il problema che il bancale intero trasmette il freddo dall’esterno all’interno: basta interrompere il bancale a metà, inserirvi un elemento di legno integrato nel falso telaio e proseguire con un altro materiale per ottenere una discontinuità termica. In questo modo, la piastra esterna è fredda, il legno funge da separatore e la piastra interna è calda. Sono inoltre stati rivisitati tutti i sistemi di fissaggio degli scuri in presenza dei cappotti esterni visto che non hanno capacità portanti. Questo è il serramento ad alte prestazioni.