La Città del Secondo Rinascimento

Numero 32 - Istanza di qualità

Cesare Breveglieri
presidente di Modenassistenza

NOVITÀ NELL'ASSISTENZA AGLI ANZIANI

Nata quindici anni fa da una sua intuizione lungimirante, Modenassistenza ancora oggi è un esempio ineguagliabile nel panorama dell’assistenza agli anziani...

Dopo vent’anni di lavoro nell’azienda di famiglia, ebbi l’idea di costituire la Società in seguito a un viaggio negli Stati Uniti, dove avevo visto all’opera per la prima volta grandi aziende che offrivano a privati personale specializzato nei servizi di assistenza ai familiari ricoverati in ospedale. Era un tipo di assistenza che ancora non esisteva nel nostro paese, eppure, considerando il crescente invecchiamento della nostra popolazione, occorreva fare qualcosa in quella direzione.

Così è nata Modenassistenza, per provare a dare una risposta a un’esigenza che oggi possiamo percepire in tutta la sua dimensione. Ma non ho mai avuto dubbi sulle cose da fare, come per esempio collaborare con i servizi sociali, la prima cosa che abbiamo fatto in questa Società, dove abbiamo la massima cura nella scelta dei dipendenti, perché quando si lavora con persone che hanno bisogno di assistenza occorrono professionalità, serietà e affidabilità ai massimi livelli.

Attualmente, quante sono le persone che lavorano con voi?

Sono circa centotrenta donne, di cui solo cinque provenienti dai paesi dell’Europa dell’Est e che conosciamo da tanto tempo. Le altre provengono dal Perù e dalle Filippine, paesi in cui le donne ricevono un’educazione alla gentilezza, assolutamente indispensabile per stare vicino a chi ha bisogno di cura e di aiuto.

Voi lavorate sia a Modena e Carpi sia nelle zone limitrofe. C’è differenza tra l’assistenza in città e nella provincia?

In città gli anziani quasi sempre vivono soli perché la maggior parte dei familiari lavora. Accade il contrario in provincia, soprattutto nei paesi più piccoli, dove l’anziano vive in casa con i figli. Poi arriva un momento in cui in una famiglia sono tutti vecchi: i figli hanno settant’anni e i genitori novanta. I figli non ce la fanno più ad assistere i genitori, soprattutto nelle azioni più faticose come sollevarli, farli camminare, far loro il bagno, fatiche che non sono più in grado di sopportare. A quel punto entriamo in azione noi, ma in provincia ci chiedono sempre solo le ore indispensabili. Abbiamo notato che quando sono gli anziani a pagare per loro stessi non badano a spese, hanno risparmiato tutta la vita e ora cercano di vivere al meglio gli ultimi anni, quando invece sono i parenti a spendere c’è la massima oculatezza. Tuttavia, chi si rivolge a noi ha una grande attenzione verso il familiare per il quale richiede assistenza e nella nostra provincia è raro trovare anziani in stato di abbandono, può capitare, ma solo se non hanno figli e se, purtroppo, non sono riusciti ad accumulare un po’ di denaro che permetta loro una vecchiaia tranquilla. Ma non sono situazioni frequenti.

Com’è cambiata l’assistenza in questi quindici anni?

Sicuramente oggi le persone sono più consapevoli, c’è una maggiore conoscenza delle malattie, delle cure e di quanto si può fare e ricevere. I clienti esigono una qualità del servizio sempre a livelli altissimi. La nostra assistenza è rivolta solo a persone anziane, quindi persone che soffrono prevalentemente di patologie come le demenze, l’Alzheimer e il Parkinson. Il numero delle donne anziane è leggermente più elevato di quello degli uomini, ma solo perché le donne sono più longeve, anche se ultimamente tra i nostri clienti ci sono molti uomini e la differenza sta scomparendo.

Fino agli inizi degli anni novanta, non esistevano strutture specializzate e trovare assistenti in regola con le leggi dello stato era un caso più unico che raro. Fu allora che a Modena esplose lo scandalo delle badanti irregolari che prestavano negli ospedali il loro servizio in nero accumulando sempre più il numero di assistiti. All’epoca era prassi diffusa delle famiglie rivolgersi direttamente alle badanti o chiedere il parere di un amico, di un conoscente o del parroco. Oggi l’assistenza è cambiata perché, con una società come Modenassistenza, le famiglie hanno maggiore tranquillità, non fanno entrare in casa chiunque ma persone selezionate, con un’ulteriore garanzia, che sono dipendenti della Società, la quale assicura il servizio, la qualità e la continuità, rispondendo in questo modo anche all’esigenza degli anziani di avere sempre la stessa persona che si prenda cura di loro.

Non basta una buona organizzazione per assicurare una buona assistenza, ma occorrono, sempre e comunque, quella generosità e quella solidarietà necessarie tra gli individui, alle quali deve improntarsi ciascuna relazione, anche quelle professionali, a maggior ragione in un settore come quello dell’assistenza.